No, non siamo ad un concerto dei Rolling Stones o degli AC/DC (anche se, per l’epoca, bisognerebbe fare riferimento ai barocchi, Claudio Monteverdi, Girolamo Frescobaldi o Arcangelo Corelli), ma a Genova, precisamente, nel fine settimana del 27, 28 e 29 marzo 2026.
Sono vent’anni che le porte dei palazzi signorili genovesi si aprono al pubblico in visite ed itinerari guidati per gli appassionati d’arte e architettura. Sempre nel 2006, UNESCO ha dichiarato 42 dei 163 Palazzi dei Rolli Patrimonio dell’Umanità, non solo per lo stupendo impatto culturale, ma per essere il primo esempio di un progetto urbano unitario, sintesi dell’urgenza pubblica e dell’impegno privato degli aristocratici genovesi. Costruiti principalmente tra XVI e XVII secolo, la maggior parte dei Rolli si concentrano lungo Via Garibaldi e Via Balbi (voi, miei compagni, studenti di Scienze Umanistiche e Sociali, la conoscerete a menadito ormai). L’esigenza dei palazzi sorge a partire dal 1576: Genova, città di porto, mancava di una sede ufficiale che potesse alloggiare i visitatori e ospiti illustri, per cui, su disposizione del Senato della Repubblica, vennero ideati e catalogati negli elenchi Rolli degli alloggiamenti pubblici dei palazzi sontuosamente ricchi, accomunati tra loro da scalinate d’ingresso, cortili e interni decorati e affrescati. Gli studiosi dell’arte tra di voi non possono ignorare il passaggio di importanti artisti, tra cui il maestro e collaboratore di Antoon van Dyck (se ve lo foste persi: Antoon Van Dyck: da giovane forestiero ad icona), Pieter Paul Rubens, tra 1604 e 1610, quando fu preso alla corte di Vincenzo I Gonzaga (il duca, fun fact storico, era spesso a Genova, un po’ per affari, un po’ per cincillare al tavolo da gioco).

Condividere è proteggere, così si intitola l’edizione di quest’anno, indicando che solo rendendo accessibile il patrimonio artistico questo possa essere realmente tutelato e apprezzato. Per questo motivo, l’edizione 2026 non riporta come protagonisti solo i palazzi più conosciuti come Palazzo Rosso, Palazzo Bianco o Palazzo Lomellino, ma siti del centro storico inediti ai più e altre prestigiose new entry.
- Palazzo Brancaleone Grillo (vico Mele 6)
- Palazzo Bernardo e Giuseppe de Franchi (piazza della Posta Vecchia 2)
- Palazzo Domenico Grillo (piazza delle Vigne 3)
- la Grotta Doria Pavese
- la Badia di Sant’Andrea (Cornigliano)
- la visita guidata alla facciata della Basilica di Santa Maria Immacolata (via Assarotti 24)
Perché, dunque, non scegliere di passare un fine settimana immerso nell’esempio più puro di arte genovese e imparare a conoscere la città da questo nuovo punto di vista? Tutti i siti possono essere visitati previa prenotazione (fino ad esaurimento posti), scegliendo a piacere la fascia oraria, se disponibile, con ingresso gratuito, salvo eccezioni dove sarà indicato espressamente.
Per organizzare l’itinerario e maggiori informazioni sui siti aperti https://landing.visitgenoa.it/rollidays-online/rolli-days/






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